LA SINTESI

La legge di bilancio 2020 ha rinnovato la precedente disciplina del super/iperammortamento, modificata in favore di un nuovo credito d’imposta, spettante per le spese sostenute a titolo di investimento in beni strumentali.


Presupposti e modalità di utilizzo del credito d’imposta acquisti beni strumentali

La legge di Bilancio 2020 (articolo 1, commi 184-197, della legge 160/2019) ha rinnovato la precedente disciplina del super/iperammortamento, modificandola in favore di un nuovo credito d’imposta, spettante per le spese sostenute a titolo di investimento in beni strumentali nuovi.


I beneficiari

Possono beneficiare del credito d’imposta le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 se entro il 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Il credito è riconosciuto alle condizioni e nelle misure stabilite in relazione alle diverse tipologie di beni agevolabili indicate nei commi 188, 189 e 190, illustrate a seguire.

Possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito, Il tutto al netto solo dei particolari casi di esclusione espressamente previsti dal comma 186.

Importante e innovativa – rispetto alla disciplina del super/iperammortamento – la condizione che la fruizione del nuovo beneficio è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.


Ammontare del credito d’imposta beni materiali: ex superammortamento (comma 188)

Per gli investimenti in beni materiali, diversi da quelli indicati nei commi 189 e 190, il credito d’imposta è riconosciuto:

– nella misura del 6% del costo, determinato ai sensi dell’articolo 110, comma 1, lettera b), del Tuir;

– nel limite massimo di 2 milioni di euro;

– in 5 quote annuali.

L’agevolazione spetta anche ai professionisti.

Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal concedente (locatore).


Beni agevolabili e non

Per quanto riguarda i beni materiali, sono agevolabili gli investimenti in beni strumentali materiali nuovi, a eccezione di:

– autoveicoli indicati all'articolo 164, comma 1, del Tuir;
– beni per i quali il Dm 31 dicembre 1988, recante la tabella dei coefficienti di ammortamento ai fini fiscali, stabilisce aliquote inferiori al 6,5%;
– dei fabbricati e delle costruzioni;
– beni di cui all'allegato 3 annesso alla legge 208/2015;
– dei beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.


Per quanto riguarda invece i beni immateriali, sono agevolabili gli investimenti in beni strumentali immateriali nuovi di cui all'allegato B alla legge 232/2016 (ex iperammortamento beni immateriali).

Di fatto, quindi, i beni per i quali è possibile fruire del credito d’imposta sono i medesimi che fino allo scorso anno potevano fruire del super/iperammortamento.