LA SINTESI

È stata approvata la riforma sulla prevenzione e risoluzione di crisi d’impresa ovvero la così detta Riforma Fallimentare. Il testo del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza Dl 12 gennaio 2019 n 14 codice della crisi d’impresa. Le novità più innovative definite dal Decreto Legislativo n. 14 del 12 gennaio 2019 entreranno in vigore il 15 agosto 2020, mentre alcune modifiche al Codice civile sono già entrate in vigore passati 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

1 - Gli obiettivi della riforma

Con il decreto “Crisi d’impresa”, l’istituzione della procedura di allerta con l’OCRI (Organismo di Composizione della Crisi)* e la conseguente creazione del nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, l’Italia si adegua alle norme di altri paesi europei, che cercano di mettere a punto strumenti per anticipare l’emersione della crisi e limitare l’aggravarsi di crisi aziendali.

Uno tra gli scopi della riforma è infatti quello di evitare che il ritardo nel percepire i segnali di crisi di un’impresa possa poi portare ad uno stato di crisi irreversibile.


2 - Da subito le imprese dovranno dotarsi di sistemi in grado di rilevare segnali di crisi d’impresa

Al fine di consentire una pronta emersione dello stato di crisi, l’imprenditore dovrà adottare un assetto organizzativo adeguato ai fini della tempestiva rilevazione dello stato di crisi e dell’assunzione delle idonee iniziative.  Tutte le imprese dovranno quindi dotarsi di sistemi informativi e di adeguate piattaforme per poter avere un controllo di gestione dei flussi di cassa, un budget e un piano d’impresa che permettano di rilevare eventuali segnali di crisi e impostare una strategia per riportare in equilibrio economico, patrimoniale e/o finanziario la propria azienda, anche con un apposito piano di risanamento.


3 - Molti imprenditori dovranno nominare un organo di controllo o un revisore, modificando statuti o atti costitutivi

Le novità contenute nella riforma coinvolgeranno in maniera diretta le tante SRL e cooperative che, dopo le modifiche introdotte all'articolo 2477 del Codice Civile relativo all'obbligo di nomina del collegio sindacale e alla revisione legale dei conti, saranno anche chiamate a modificare statuti o atti costitutivi.


 4 - Attenzione alle procedure di allerta

In caso di difficoltà dell’impresa, secondo il decreto della Legge Fallimentare, l’imprenditore deve “Attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall'ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale” (Art 374.2).

Lo stato di crisi è definito come: “lo stato di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l’insolvenza del debitore, e che per le imprese si manifesta come inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate”.

Se l’imprenditore non riesce a riportare in equilibrio l’azienda sia operando da solo, sia ricorrendo a esperti specializzati, potrebbe scattare la Procedura di Allerta, una procedura volta a trovare un accordo tra i creditori senza che la crisi sfoci in un’insolvenza. La procedura di composizione della crisi  è guidata da un collegio di tre esperti nominati dal cosiddetto OCRI (Organismo di composizione della crisi d'impresa). Gli Organismi di composizione della crisi sono costituiti  presso ciascuna Camera di Commercio e ad essi è affidato il compito di:

- ricevere le segnalazioni sui fondati indizi di crisi dell'impresa, così come comunicati dagli organi di controllo societario o dai creditori pubblici qualificati (Agenzia delle Entrate, INPS Agente per la riscossione) o anche direttamente dall'imprenditore in crisi;

- gestire la situazione di crisi cercando (in un tempo brevissimo, 907180 giorni) di risolvere lo squilibrio finanziario 


5 - Le misure premiali

L’art. 25 del Codice stabilisce che: ”L’imprenditore che ha presentato all’OCRI istanza tempestiva a norma dell’articolo 24 e che ne ha seguito in buona fede le indicazioni, ovvero ha proposto tempestivamente ai sensi del medesimo articolo domanda di accesso a una delle procedure regolatrici della crisi d’impresa o dell’insolvenza di cui al presente codice che non sia stata in seguito dichiarata inammissibile, ha diritto ai seguenti benefici, cumulabili tra loro:

a) durante la procedura di composizione assistita della crisi e sino alla sua conclusione gli interessi che maturano sui debiti fiscali dell’impresa sono ridotti alla misura legale;

b) le sanzioni tributarie per le quali è prevista l’applicazione in misura ridotta in caso di pagamento entro un determinato termine dalla comunicazione dell’ufficio che le irroga sono ridotte alla misura minima se il termine per il pagamento scade dopo la presentazione dell’istanza di cui all'articolo 19, comma 1, o della domanda di accesso ad una procedura di regolazione della crisi o dell’insolvenza;

c) le sanzioni e gli interessi sui debiti tributari oggetto della procedura di composizione assistita della crisi d’impresa sono ridotti della metà nella eventuale procedura di regolazione della crisi o dell’insolvenza successivamente aperta;

d) la proroga del termine fissato dal giudice ai sensi dell’articolo 44 per il deposito della proposta di concordato preventivo o dell’accordo di ristrutturazione dei debiti è pari al doppio di quella che ordinariamente il giudice può concedere, se l’organismo di composizione della crisi non ha dato notizia di insolvenza al pubblico ministero ai sensi dell’articolo 22;

e) la proposta di concordato preventivo in continuità aziendale concorrente con quella da lui presentata non è ammissibile se il professionista incaricato attesta che la proposta del debitore assicura il soddisfacimento dei creditori chirografari in misura non inferiore al 20% dell’ammontare complessivo dei crediti.

In sostanza l’imprenditore beneficia di una causa di non punibilità se presenta tempestivamente l’istanza per accedere alle procedure per scongiurare la crisi d’impresa, ma solo per danni di piccola entità. In questo modo il legislatore riduce sensibilmente la pressione penale per eventi di modesta entità e rilevanza sempre nell’ottica di favorire la ripresa dell’attività imprenditoriale.


OCRI

L’Organismo di composizione della crisi ha il compito di ricevere le segnalazioni e gestire la fase di allerta, nonché il procedimento di composizione assistita della crisi per le imprese diverse dalle imprese minori.


Gli Organismi di composizione assistita della crisi sono costituiti presso ciascuna Camera di commercio, artigianato, industria e agricoltura e ad essi è affidato il compito di:

- ricevere le segnalazioni sui fondati indizi di crisi dell’impresa;

- gestire la fase di allerta per tutte le imprese;

- assistere l’imprenditore, su sua istanza, nel procedimento di composizione assistita della crisi per le imprese diverse da quelle minori.


La competenza territoriale dell’OCRI a cui devono essere indirizzate le segnalazioni o l’istanza del debitore, è determinata sulla base della sede legale dell’impresa.

Il collegio è composto da tre esperti che devono essere scelti tra quelli iscritti all’Albo dei soggetti incaricati dall'autorità giudiziaria delle funzioni di gestione e di controllo nelle procedure di cui al codice della crisi e dell’insolvenza.


Due dei tre componenti dono individuati mediante designazione diretta.

Il terzo componente deve essere individuato dal referente e deve appartenere all’associazione rappresentativa del settore di riferimento del debitore.

Articolo 2086 secondo comma c. c.

L'articolo 375 del nuovo Codice della Crisi d'impresa ha inserito un nuovo comma all'interno dell'articolo 2086 del Codice civile:

«L'imprenditore che operi in forma societaria o collettiva ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi d'impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l'introduzione e l'attuazione di uno degli strumenti previsti dall'ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.»

In tal senso il Legislatore non ha definito in maniera specifica ciò che si intende per "Assetto Organizzativo", lasciando piena libertà all'Organo Amministrativo di istituire quelli che sono i presidi ritenuti più adatti alla specifica realtà aziendale.